About


Mi chiamo Mattia Rigodanza e sono nato a milano il 27 Ottobre del 1989. Ho frequentato il Liceo Classico, e dopo varie esperienze lavorative tra Italia, New York e Australia, ho deciso di tornare a inseguire quello che è il mio sogno da quando sono bambino: fare il giornalista. Mi è sempre piaciuto scrivere, indagare e informarmi in modo da avere un'opinione chiara su ciò che mi circonda. Dunque, con qualche anno di ritardo, mi sono rimesso a studiare frequentando prima la "Mohole school of web journalism", dove mi sono avvicinato alla fotografia con l'aiuto di corsi tecnici e al web writing grazie a un corso di wordpress, e poi la facoltà di Scienze Politiche dell'Università Statale di Milano dove sono tutt'ora studente. Attualmente collaboro come giornalista presso la testata InFolio, presente in alcuni comuni dell'hinterland est di Milano.


"Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza".

Con questa terzina si conclude la celebre “orazion picciola” di Ulisse che si apprestava a superare lo stretto di Gibilterra, limite fisico del mondo fino ad ora esplorato e linea immaginaria che separa la conoscenza umana dall’ignoto. L’ansia di ricerca spinta al limite, che costerà ad Ulisse un posto nel paradiso dantesco, in questo blog diventa curiosità, consapevolezza che la conoscenza non ha né età né limiti, e voglia di arrivare il più lontano possibile in questo folle viaggio oltre le colonne d’Ercole.

Questo spazio nasce dalla voglia di unire la mie passioni principali: la scrittura in generale, la fotografia (in alto trovate l'icona che porta alla mia pagina Flickr) e la poesia. Premetto: non sono ancora un giornalista. Quelli che propongo sono lavori e piccoli progetti di cui mi sono occupato negli ultimi anni e che non hanno mai avuto nessun riscontro alcuno, motivo per cui credo che la possibilità che fornisce un blog di commentare gli articoli, sia fondamentale anche per la mia crescita professionale. Le sezioni “la poesia sei tu” e “timeless letters” sono semplicemente insiemi di testi a mio parere unici per i messaggi che incorporano e la poesia con cui sono espressi. Nella sezione “press” si possono trovare gli articoli e le inchieste che ho curato per il giornale InFolio con cui tutt’ora collaboro.

mattiarigodanza1989@gmail.com

“Sono nato alle nove del mattino di un Venerdì, circa una settimana prima della caduta del muro di Berlino, durante l’anno del serpente. Quando mi chiedono quanti anni ho, spesso mento. Ho paura di invecchiare, ho paura del tempo. Sono del segno dello scorpione, ascendente scorpione. Mi piace l’onice nera, mi sono autoconvinto che sia la mia pietra. Mi piace il vino buono e il whiskey giapponese. Sono un nostalgico. Non credo nella fortuna nè nel destino. Amo la pioggia. Adoro il cinema di Sergio Leone e di Ron Howard, e avrei tanto voluto fare l’attore. Sono per gli oppressi, sempre. Credo che solo gli stupidi non cambino mai idea. Amo gli spazi grandi, sterminati: ogni volta che mi imbatto in un campo che si perde all’orizzonte mi viene voglia di cominciare a correre. Mi piace fare tardi la sera, e vedere l’alba la mattina. La prima sigaretta della giornata è quella che preferisco in assoluto. Potrei morire per una cheesecake ai frutti di bosco. Non sono una persona di talento, ho tanti interessi, ma non eccello in niente. Vorrei cambiare il mondo. Credo che la musica sia il più bel regalo che l’umanità potesse fare a se stessa, subito dopo la scrittura e subito prima dell’aria condizionata. Ascolto tutto, ma proprio tutto tutto. Soprattutto rock and roll, da Chuck Barry a Buddy Olly, da Johnny Cash a Elvis Priesley, dai Led Zeppelin ai Metallica ai Black Sabbath ai Red Hot Chili Peppers. Ho avuto donne fantastiche e ho visto cose bellissime come Vasco Rossi. Sogno di andare in Tibet. Sono a favore dell’aborto. Ho avutola fortuna di viaggiare tanto e di vivere in tre continenti, ho avuto la fortuna di ascoltare tante storie. Porto le lenti a contatto. Forse quando moriró, sarà a causa di una donna. I tre libri che hanno segnato la mia vita sono “Il piccolo principe” di Saint-Exupéry, “Vita” della Mazzucco e “Cent’anni di solitudine” di Marquez. Avrei tanto voluto conoscere Marquez. Il “Late show” di David Letterman era una delle cose che mi divertiva di più in assoluto. Mi sarebbe piaciuto vivere nella Parigi anni ’20. Ascolto l’hip hop di Tupac e dj Premier. Vorrei essere più coraggioso. Colleziono coltelli. Adoro i concerti e i festival di musica elettronica, sono un modo per viaggiare, in tutti i sensi. Nella mia vita ho provato diversi tipi di droghe. Quando ero più piccolo mi vergognavo del mio corpo. Mi piace la musica techno. Vorrei tornare bambino. Forse a volte sono stato un po’ egoista. Sono per la legalizzazione della cannabis a scopo terapeutico e ricreativo. Sono un sognatore. Ho fatto il liceo e ne ho combinate di ogni tipo, ma tutto sommato a scuola me la sono sempre cavata. Sono un romantico, uno di quelli che ha letto i poemi cavallereschi di Ariosto e Boiardo e che vorrebbe una vita come quella del Barry Lindon di Kubrick. Adoro la musica dei Dire Straits e di Ennio Morricone. Sostengo Greenpeace. Non so schierarmi a livello politico, ma credo che se avessi vissuto il novecento dal suo inizio, sarei stato socialista. Vorrei tanto cambiare il mondo. Credo che Josè Mujica sia un esempio per tutti i leaders del pianeta. Spesso mi piace stare da solo. Vado pazzo per i gruppi Indie Rock americani. Sono contro la pena di morte e credo che nessuna persona al mondo meriti di perdere la dignità di essere umano. Mi piacciono i tatuaggi, di ogni tipo, fatti per ogni ragione. Adoro gli animali. Le mie canzoni preferite sono “whish you were here” dei Pink Floyd e “the end” dei Doors. Spero che al popolo palestinese non sia mai più negato il diritto di essere una Nazione. Vorrei vivere in un posto dove la notte si vede chiaramente la Via Lattea. E voglio imparare ad andare a cavallo. E Dio quanto vorrei essere a New York adesso… Mi interesso di fotografia, mi piacciono molto Klein e Erwitt, Salgado e Rèhahn. Penso che le donne siano la cosa più bella dell’universo. Penso che i soldi a volte facciano la felicità, in questo mondo di merda. Non credo nella religione e credo che lucri sulle persone, spesso sulle loro paure e sui loro tormenti. Credo che, nonostante questo, Papa Francesco possa essere un’eroe dei nostri tempi. Soffro d’insonnia. Sono spesso invidioso. Ho un amico immaginario da tantissimi anni, si chiama Max, è un bambino che assomiglia tanto a me stesso da piccolo. Forse è proprio lui. Mi piace prendere il treno e mischiare il mio viaggio a quello degli altri passeggeri. Sono per le Unioni Civili e le famiglie Gay e miste. Prima o poi saró un grande giornalista. Vorrei essere diverso. Sono affascinato dalle storie di pirati e dalla cultura pellerossa. Di arte non ci capisco molto, mi piacciono i dipinti di Caravaggio e Monet, la solitudine dei quadri di Edward Hopper, i deliri di Dalì, le sculture di Canova e i film di Buster Keaton e George Meliès. Ho passato degli anni molto difficili in cui ho perso spesso di vista le cose importanti. Credo che l’amore renda liberi, ma a volte l’odio renda più forti. Il concerto degli AC/DC dell’anno scorso é stata l’esperienza musicale più intensa che io abbia mai vissuto. Ho perso tante persone lungo la strada, e alcune mi mancano ogni giorno. Sogno di attraversare la Route 66 con una vecchia decappottabile. Mi piacciono i film sui gangsters. Sono un fan di Lucio Dalla e dell’attore Robin Williams. Vorrei tanto essere il cambiamento che desidero per il mondo. Mangio pochissime verdure. Mi piace giocare a calcetto. Cucinare mi piace tantissimo, ma non credo di esserne particolarmente portato. Ho lo stranissimo hobby di disegnare piantine delle case dei miei sogni, ma non ci capisco un tubo di architettura e probabilmente anche un qualunque studente fuoricorso del Politecnico mi riderebbe in faccia guardandole. Quando voglio starmene per i cazzi miei vado a correre. Il mio piatto preferito è la paella valenciana. Negli anni, ho tradito la fiducia di alcune persone. Vivo nel ricordo del Milan di Shevchenko e Inzaghi. Mi piace giocare a carte e credo che il tavolo da poker riveli le persone per come sono davvero. Voglio andare in Sud Africa. A volte mi manca l’Australia e, quelle volte, mi manca anche l’aria. Mio padre mi ha insegnato l’onestà, mia madre la tolleranza. Forse in parte li ho delusi entrambi. Sono cresciuto guardando Dragonball il pomeriggio, e Forrest Gump la sera, e sognando con entrambi. Ogni tanto mi sento un po' come Charlie Brown, perso in un mondo che mi mette a disagio. Credo che “chi rinuncia alla libertà per la sicurezza, non meriti nè la libertà nè la sicurezza”. Mi piacerebbe tanto cambiarlo, il mondo, e penso che ci proveró.”

Bene, questo è quanto. Ovviamente non è tutto, ma per ora è abbastanza.